Parole sulle ali del vento

Bastogne

   Nel paese delle miniere c'è Bastogne.
   A Bastogne passano una volta all'anno dei forsennati in bicicletta, che giungono da Liegi e a Liegi ritornano. Ma se sono a Liegi, che bisogno c'è di passare da Bastogne per ritornare al punto di partenza? Rimangano tranquilli lì, magari comodamente seduti al bar a guardare alla televisione,  tracannando dell'ottima birra, ventidue indiavolati che rincorrono un pallone.
   Invece no. Gli assatanati si sistemano dietro ad una fila d'auto e partono a pedal battuto, seguiti a loro volta dal resto della carovana. Lungo la strada, che faccia bel tempo o che piova e tiri vento, com'è più facile, c'è una marea di gente che urla d'incitamento e si sbraccia come i dannati nel terzo girone dell'Inferno dantesco. Qualche scriteriato attraversa la strada per conquistare una posizione da cui si vede meglio, rischiando di rimanere sotto un'auto o di far cadere un corridore.
   È pieno di bambini. Che ci fanno lì i bambini? Dovrebbero essere a scuola o a casa a studiare o in chiesa, ché il parroco ha bisogno di chierichetti. Come possono i genitori pensare di educare bene i loro figli se li mandano sulla strada?
   Ci sono anche dei vecchietti. Che ci fanno lì i vecchietti? Dovrebbero essere tutti a letto, nell'ospizio. Come pensano di potersi godere la loro vecchiaia se sono qui a soffocarsi con la polvere alzata dalle auto e dalle bici o, più facilmente, a crepare di polmonite con il freddo che fa?
   Ci sono anche le donne. Che ci fanno lì le donne? Dovrebbero essere a messa a guardare con orgoglio i figlioletti che fanno bene i chierichetti o, meglio ancora, in cucina a preparare patate fritte e cavoletti di Bruxelles per i loro uomini che sono sulla strada.
   Ci sono anche gli uomini. Che ci fanno lì gli uomini? Dovrebbero essere in miniera a cavar carbone o, preferibilmente, all'osteria a giocare a carte e a tracannare.
   Invece no. Sono tutti sulla strada a chiedersi chi glielo fa fare a quei fuori di testa sui pedali di respirare polvere e mangiar fango per tornare da dove sono partiti.
   In una piazza di Bastogne c'è una corriera. È normale. In tutte le piazze di tutte le città passano delle corriere. Invece no, non è normale. Questa corriera espone l'insegna di Restaurant. Dentro c'è una sala per i clienti con vista diretta su una cucina che ignora completamente tutte le norme sulla sicurezza.
   Otto avventori sono seduti, in attesa d'essere serviti. Hanno ordinato succose cotolette e una montagna di gustosissime patatine fritte. Il profumo invitante esce all'aperto. In quel mentre, passa di lì l'ultimo scriteriato sui pedali, con un ritardo di mezz'ora sulla carovana, sputando l'anima per la fatica. Il profumo l'aggancia e lo trascina. Abbandona la bici sull'asfalto e si precipita dentro la corriera: "Chi me lo fa fare? Bistecca e patate fritte anche per me, cuoco della malora!"

Pier Celeste Marchetti, 2013